un racconto
Una spada per una spada
di Emanuele Trevi
Tutti i giorni i camper delle unità di strada di Villa Maraini sostano a Termini e a Tor Bella Monaca. Stanno lì fino a notte fonda. Hanno siringhe, acqua distillata. Scambiano una siringa nuova per una vecchia, se c'è un'overdose intervengono. Sanno come comportarsi in caso di rissa, hanno esperienza. Nessuno di loro è volontario. Conquistare con pazienza spazi al rispetto è un lavoro
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l mio tema: la Vita Come Dipendenza. Vorrei scrivere con ordine di Gino e degli altri ragazzi di Villa Maraini, che caricano i loro due camper, ogni giorno dell’anno, di siringhe nuove e fialette d’acqua distillata e preservativi, oltre all’occorrente per preparare il tè e per cucinare una pasta, quando viene l’ora di pranzo. Le postazioni: piazza dei Cinquecento, fino a mezzanotte circa, e Tor Bella Monaca, nella pinetina (non più di dieci fusti stenti e rachitici) che si apre sul viale poco prima della stazione della texaco. Sono in nove o in undici e nessuno è un volontario, l’assistenza ai tossici e l’attività di raccolta delle siringhe usate è un’attività, per così dire, piena di incertezze e contrattempi. Tanto per affermare poi una cosa sorprendente, d’inverno può fare molto freddo e d’estate troppo caldo. Gino, che viene da Trastevere e ha fatto la strada per più di vent’anni prima di disintossicarsi a Villa Maraini e in seguito iniziare a lavorare nei camper, mi ha detto che le eventuali risse bisogna farle sfiammare senza mettercisi troppo in mezzo. Per il resto, le relazioni sono fondate su un solo elemento essenziale, che è il rispetto.
per leggere tutto il racconto http://www.ilmaleppeggio.it/02/articolo01.php
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