Posa 'sto libro e baciami

Posta 'sto libro e baciami
39 famose scene d'amore raccontate da altrettanti auori
dalla prefazione del curatore Ivano Bariani:
Questa raccolta è una genialata. Primo perché questa – prendete nota – non è un’antologia di racconti; secondo perché questa è una raccolta di cover. Una cover è quando in musica qualcuno prende una canzone di un altro e la rifà a modo suo. La cover, come il remake nel cinema, è quindi un esercizio estremo di coraggio e di stile. Sposta tutto l’impegno sul come invece che sul cosa, e intanto – di solito – vede un tipo fare il fenomeno di fronte a un gigantesco mostro sacro nel suo genere.
Le cover sono sostanzialmente bugie raccontate benissimo, alle quali nessuno crede.
L’idea era questa: ogni autore doveva cercare di ricordarsi la sua scena d’amore preferita, poi doveva raccontarla a modo suo. La scena d’amore poteva essere parte di un film, di un libro, di una canzone, di una poesia, di un documentario, di una scultura, di una favola oppure di un ricordo (ma abbiamo accettato proposte per altre possibili fonti di scene d’amore). Quello che più ci interessava, ai fini della raccolta che stavamo imbastendo, era che le scene avessero una fonte precisa, e che quella fonte non stesse completamente nell’immaginazione dell’autore. L’altro requisito era che la scena prescelta fosse una scena di amore (per le scene di sesso, le scene di gelosia, le scene di sangue e le scene di caccia che erano anche scene di amore, abbiamo lasciato all’autore il compito di convincerci).
Allora una cosa che dovete assolutamente capire è: quello che avete tra le mani è il risultato dello sforzo di trentanove persone che sembrano persone normali, mentre invece sono persone che se in piena estate si vedono recapitare un invito delirante, quello che fanno è decidere di accettare il rischio di partecipare a questa cosa che non è la solita raccolta di racconti, ma è più una cosa tipo quelle audio-cassette che vendono negli autogrill – con titoli come «Canzoni d’Amore. 30 grandi successi della Radio».
in uscita il 7 febbraio
LIVIO ROMANO
da NIENTE DA RIDERE
E ok, le bambine son con lei. Nicola è a basket. Delle tigri, in cameretta, non c’è più traccia. Niente bagagli, niente ceste issate sulla cima dello scaffale con carrucola improvvisata e lasciate ribaltare sì da creare l’effetto Cascata Di Giocattoli. Sarà venuta la cugina in persona a prenderle. La Tigre Media sarà andata via con la mia promessa mancata di un gioco altissimo. Ma mi conforta il pensiero che posso andare a riparare a questo impegno disatteso a casa loro. Magari un regalo altissimo lo prendo per tutt’e tre le bimbe, penso. Magari uno anche per la madre e uno per il padre, progetto mentre mi sfrego le mani per la contentezza. Magari non subito. Dopodomani. La settimana prossima. Mi presento da loro, e: Sorpresa! Gregorio con una carriola di doni per tutti. Ché alle persone care devi fare dei regali. Devi fare delle sorprese. Vai da loro e gli fai queste sorprese, giubilo mentre appuro che anche nelle altre stanze non vi siano più segni della presenza felina. Poi busso alla stanza di Rosina, cioè al mio studio. Chiedo se mi passano il mio pc. Viene fuori un braccio da gorilla con il portatile in mano. Lo raccolgo senza ribattere. Mi sistemo in cucina. Mi preparo un panino, inserisco nel cellulare la scheda da free-lance e comincio a lavorare alla mia reclame elettorale. In un paio d’ore escogito lo slogan e imposto i manifesti. “Pensaci prima”, è la battuta per la prima serie. Più giù della scritta, profilattici, e spirali, blister di pillole anticoncezionali. Il mio nome scritto piccolissimo e con le iniziali minuscole. Il simbolo dei Verdi quasi impercettibile. Poi una seconda serie di manifesti.
“PROMETTO 5 posti da Guardia Rastrelli di Paperopoli 5 posti da ballerino nano 1 posto da Dirigente Massimo nel Dipartimento Chitarristi Elettrici del Klondike 270 contratti a tempo determinato da Disegnatori Murari Con Vernice Spray”
La grafica è identica alle locandine dei giornali di annunci di lavoro. L’unica differenza è quel “Prometto” iniziale. Mi pare un buon elaborato. Poi appunto idee sul lancio del nome. Sassofonista-sandwich che giri per la città con la scritta “Pensaci prima”, ma nei primi tempi rigorosamente senza il nome del candidato. Liste di varianti allo slogan. “Dai una chance alla tua intelligenza”, “Topolinia libera”, “La città dello swing”. Metto tutti questi files in una cartella pesantissima. Spedisco tutto a Quintino. Sono soddisfatto e impettito, pure se mi chiedo chi pagherà tutto ciò. Mi preparo un caffè con la faccia di uno che ha appena tenuto un concerto di due ore per arpa celtica. Sobbalzo appena trilla il telefonino. Corro a rispondere. È il segretario del rettore dell’Università di Pisciotta. Mi vuole per una conferenza. Chiedo intorno a cosa dovrei intrattenere i convenuti. Mi detta il titolo dell’intevento che avrebbe fatto il relatore se non avesse dato buca solo pochi giorni prima del convegno. “La sindrome ossessivo-compulsiva da gestore di weblog e sue ricadute sullo sviluppo di Comunity networks nei Comuni italiani”. In effetti mesi fa avevo scritto qualcosa su questa nuova possessione, ma non colgo il nesso con le comunità civiche.
Oltre al siparietto davanti al preside, tornato a casa Delia mi notifica che suo fratello Angelo e Rosina sono in camera a “esercitare un’arte che tu hai scordato completamente”. Io non capisco se la polemica è appuntata sul fatto che anche Angelo abbia messo le tende in casa oppure sul fatto che l’uomo abbia ripreso a scopare con la nostra amica o semplicemente che dovremmo chiamare i Carabinieri, far sgombrare la nostra abitazione civile trasformata in ostello e prendere noi a scopare.Poi se ne va di bell’e buono. E non mi risponde al cellulare che per dirmi: “Le bambine sono con me, andiamo al mare, tu fa’ quello che ti pare, non hai da giocare alla politica, oggi?”. In effetti, ce l’avrei. Ieri sera, prima d’andare a dormire, ho letto un’e-mail allarmata di Quintino: Visto che non ti si trova da nessuna parte, forse internet è l’unico modo per comunicarti che devi scegliere lo slogan per la campagna elettorale, e darci la foto per i manifesti e i volantini. Poi dobbiamo fissare gli incontri con i sacerdoti, quelli con le associazioni di categoria, andare a trovare qualche vecchio amico. Gli elettori di sinistra lasciamoli perdere. Quelli tanto votano già Rifondazione. Dobbiamo pescare nell’elettorato moderato. Fatti sentire, ti prego. Qui la posta in gioco è altissima. Stavolta spacchiamo tutto.
-Non lo chieda a me. Inventi qualcosa, una delle sue uscite spiritose. Va bene qualcunque osservazione lei faccia, ovviamente.
Chiedo l’ammontare del cachet. È ottimo.
-Ok, professore, ok ok. Dopodomani alle tredici.






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