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Archivio Dicembre 2005

una poesia

di (19/12/2005 - 17:42)

BERTOLT BRECHT

DA LEGGERE IL MATTINO E LA SERA

Quello che amo

mi ha detto

che ha bisogno di me.

Per questo

ho cura di me stessa

guardo dove cammino e

temo che ogni goccia di pioggia

mi possa uccidere.

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tempo di classifiche

di (19/12/2005 - 10:53)

Ecco i dieci libri di narrativa italiana che in questo 2005 mi son piaciuti di più. In rigoroso ordine di preferenze, con la certezza di aver dimenticato qualche pezzo per strada.

 

 

1. Tommaso Pincio, La ragazza che non era lei (Einaudi)

2. Giuseppe Genna, L’anno luce (Marco Tropea Editore)

3. Leonardo Colombati, Perceber (Sironi)

4. Girolamo De Michele, Scirocco (Einaudi)

5. Gianluca Gigliozzi, Neuropa (Luca Pensa Editore)

6. Giordano Meacci, Tutto quello che posso (minimum fax)

7. Massimiliano Parente, La Macinatrice (peQuod)

8. Antonio Moresco, Lo sbrego, (Bur-Holden Maps)

9. Valeria Parrella, Per grazia ricevuta (minimum fax)

10. Elisabetta Liguori, Il credito dell’imbianchino (Argo)

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sempre utile

di (19/12/2005 - 10:35)

"La tecnica dello scrittore in tredici tesi" di Walter Benjamin

I. Chi intende procedere alla stesura di un'opera di vasto respiro si dia buon tempo e, al termine della fatica giornaliera, si conceda tutto ciò che non ne pregiudica la continuazione.
II. Parla di quanto hai già scritto, se vuoi, ma non farne lettura finché il lavoro è in corso. Ogni soddisfazione che in tal modo ti procurerai rallenterà il tuo ritmo. Seguendo questa regola, il desiderio crescente di comunicare diverrà alla fine uno stimolo al compimento.
III. Nelle condizioni di lavoro cerca di sottrarti alla mediocrità della vita quotidiana. Una mezza quiete accompagnata da rumori banali è degradante. Invece l'accompagnamento di uno studio pianistico o di uno strepito di voci può rivelarsi non meno significativo del silenzio tangibile della notte. Se questo affina l'orecchio interiore, quello diventa il banco di prova di una dizione la cui pienezza soffoca in sé persino i rumori discordanti.
IV. Evita strumenti di lavoro qualsiasi. Una pedante fedeltà a certi tipi di carta, a penne e inchiostri ti sarà utile. Non lusso, ma dovizia di codesti arnesi è indispensabile.
V. Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, e tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri.
VI. Rendi la tua penna sdegnosa verso l'ispirazione ed essa l'attirerà a sé con la forza del magnete. Quanto più lento sarai nel decidere di mettere per iscritto un'intuizione, tanto più matura essa ti si consegnerà. Il discorso conquista il pensiero, ma la scrittura lo domina.
VII. Non smettere mai di scrivere perché non ti viene più in mente nulla. E' un imperativo dell'onore letterario interrompersi solo quando c'è da rispettare una scadenza (un pasto, un appuntamento) o quando l'opera è terminata.
VIII. Occupa una stasi dell'ispirazione con l'ordinata ricopiatura del già scritto. L'intuizione ne sarà
risvegliata.
IX. Nulla dies sine linea: sì, però qualche settimana.
X. Non considerare mai perfetta un'opera che non t'abbia tenuto una volta a tavolino dalla sera fino a giorno fatto.
XI. La conclusione dell'opera non scriverla nel solito ambiente di lavoro. Non ne troveresti il coraggio.
XII. Gradi della composizione: pensiero, stile, scrittura. Il senso della bella copia è che in questa fase l'attenzione va ormai soltanto alla calligrafia. Il pensiero uccide l'ispirazione, lo stile vincola il pensiero, la scrittura ripaga lo stile.
XIII. L'opera è la maschera mortuaria dell'idea.


da "Strada a senso unico", 1928 (trad. it. Einaudi, 1983)

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estratto

di (19/12/2005 - 10:14)

Wu Ming

Breed's Hill, 17 Giugno 1775

Racconto. I° prolegomeno al nuovo romanzo,dicembre 2005

Vi è chi sostiene che tutto quanto esiste sia adisposizione dell'Uomo, creato affinchè egli possa farne uso: animali e piante, acqua e fuoco, etere e minerali. A detta di costoro, i metalli stanno nel ventre della Terra per esserne estratti col piccone; l'acqua piove dal cielo o scaturisce dalle rocce perchè noi possiamo berla, galleggiarvi sopra, trasformarla in vapore per muovere le macchine; pianeti e lune stanno in cielo perchè l'uomo possa contemplarli e chissa', forse un giorno conquistarli, scavarne il ventre ed estrarne metalli. Come appare vano tutto cio', quando si lascia per qualche tempo il consorzio civile, l'agglomerato di questi esseri umani, preteso perno dell'universo. Come subito ci si rende conto che l'uomo è una piccola e arrogante parte del Creato, che il sole non tramonta allo scopo di fornirci uno spettacolo di colori, che le piante non s'innalzano sfidando le intemperie per essere recise, affogate. Negli spazi ove l'uomo non s'è ancora insediato, la vegetazione spunta dal suolo, assorbe il benefico potere del sole, cresce e riceve il polline portato dal vento, butta gemme che divengono fiori, si carica di frutti che, mai mangiati da alcuno, cadono al suolo e rotolano dove marciranno, libereranno i semi e il ciclo ricomincera', senza che mai alcun nostro simile assista a tale miracolo o ne tragga benefici. Migliaia di specie animali vengono al mondo, cacciano, preparano rifugi, si accoppiano, nutrono e accudiscono i cuccioli, dell'uomo ignorano financo l'esistenza e un giorno, sapendo che è giunta l'ora, s'accasceranno a morire, ignari.

per leggere tutto Breed's Hill

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