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Archivio Dicembre 2005

3 poesie

di (02/12/2005 - 18:38)

 

Giuliano Mesa

Finisce ancora

 

1.

questo è deriso

perché non ha capienza

è una maceria mutilata

una glottide secca

una mucosa dove non permea nulla

né nulla trattiene perché s’intorbidi

o s’intrida almeno di globuli

nei ruvidi interstizi

prima e dopo che sia finito

che sia deciso questo almeno

questo passarsi la mano

 

2.

apri una vena e spargi il sangue

fai una patina rossa

un impasto per curare la ferita

olio di gomiti fracassati

poi prendi la lingua del bue

docile la cospargi di origano

la triti nel mosto la spalmi

sulla lingua che lecca la ferita

sulla mano che trema

guardi la vena che pulsa

con le mani tocchi tutto il corpo

tutto questo corpo

per tutta questa notte che finisce

 

3.

che cosa ne sarà

perché si muova e svuoti

spolpando e masticando

succhia il midollo e rimanga

un’apertura per il fiato

un suono duplice per muovere i passi

(ogni perfezione va distrutta

il dubbio, senza darlo in pasto,

tirato su per i capelli

su per le palpebre, sopra tutto il profondo

muta che è

tutta la superficie)

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poesia del dissenso

di (02/12/2005 - 11:15)

Erminia Passannanti

Correcta

 
comportarsi e vestirsi
in modo degno
all’epoca del peccato
per un periodo lungo
a seconda della gravità del reato

la scala alta come pena inflitta
all'omicida giudicata adeguata
dal concilio tenutosi a Marengo nell'800
che descrive pedantemente le abnegazioni
della sottana ritenuta colpevole.

primo: la peccatrice
non ha diritto di ficcarsi in chiesa
durante i quaranta giorni seguenti;
camminare dovrà
a piedi scalzi, senza servirsi
di mezzi di soccorso;

andrà con camicia di tela, senza brache
perché il pubblico veda il delitto da dietro,

: e qui parliamo del bitume maschile, con e senza
armi. durante quaranta giorni, non mangerà
pesce o pollame, se non pane, sale e acqua di fonte.

non gioirà in compagnia d’altri umani,
né d’altri contriti, finché i quaranta giorni
non siano defunti, e nessuno condividerà il suo ventre.

in stima del suo vincolo carnale
e dello statuto morale, potrà essere permesso,
per buon cuore, di saziarsi
con frutta, erbe e legumi,
soprattutto s’ha commesso omicidio
non per sua volontà, ma per forza d’inerzia.

comunque, durante detti giorni,
è proibito alla forza della camicia
di avvinghiarsi carnalmente
con bestia concubina,
o di giocare al cane.

per il suo peccato dovrà stare presso una basilica,
notte e giorno dinanzi al portale,
evitando di pavoneggiarsi qua e là.

se minacciata di morte, la penitenza
sarà differita fino a quando non avrà ristabilito
la pace tra lei e i suoi nemici.

se la coglie malattia che dovesse impedirle
di portare a termine la penitenza dignitosamente,
questa sarà differita fino alla guarigione.

in caso di lungo morbo, il Vescovo deciderà
come guarire la peccatrice inferma.

dopo quaranta giorni, con purissima acqua
come all'ingresso d’una vita nova,
si lava il ventre della condannata,
il suo ventre defunto,
come si laverà quello futuro:
ella riprenderà abiti e brache.

per tutto il primo mese, dopo lunga demenza,
s’asterrà dal sidro, dall'idromele,
dalla birra, dalla carne, dal formaggio
e dal pesce grasso, ad eccezione
dell’onomastico e a meno che non debba
partire per lunga escursione,
raggiungere la famiglia o la corte,
o a meno che non cada
un’altra volta sincopata.

in tal caso, potrà riscattare
l’astinenza del mercoledì,
del venerdì e del sabato, ingoiando
ogni giorno una numeraria d’argento
o nutrendo minimo tre perversi; questo
fino a quando non ritorni dal viaggio,
o non guarisca.


alla fine di questo mese
accederà in chiesa e le verrà imposta
la pena della tregua.

tratta da Poesia del dissenso (Transference, Oxford, 2004)

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una poesia

di (02/12/2005 - 11:04)

Nuovi Scrittori Italiani

ODE AL LEXOTAN

MATTEO FANTUZZI

 

Forse li avremmo avuti per più tempo
i Dino Campana o gli altri con quei farmaci:
io ad esempio, previdente, per entrar già ora
nella gloria ho iniziato con 10 gocce al giorno
prima di coricarmi; e ho intenzione
di protrarre tutto questo fino a quando
non saranno conclamati  i tempi di dosaggio cronico
o non sarò riuscito più a trovare
un medico ben disposto nel prescrivermene.

Vedi, pure il mio testo in questo modo si modifica,
ora è più lento, non fa male. Non mi assale nel protrarsi
della notte. Ora questo testo non mi sbrana.

[«Nuovi Argomenti», n. 32, 2005]

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