Ciao sono 
Vedi il mio profilo


Luglio 2005

DLMM GVS
1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
31

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Archivio Luglio 2005

carlotto

di (27/07/2005 - 12:25)

Intervista all'autore di Niente, più niente al mondo, il 5 agosto ad Ostuni

Carlotto, tra drammi familiari e degenerazioni televisive

di Rossano Astremo

 

"Un'emozione chiamata libro", rassegna interamente dedicata alla letteratura, organizzata ad Ostuni dalla giornalista Anna Maria Mori, ospita il 5 agosto Massimo Carlotto, uno dei principali scrittori italiani di romanzi noir , autore del recente Niente, più niente al mondo, edito dalla casa editrice e/o. Il nome di Carlotto è legato non solo alla sua esperienza di scrittore, ma anche ad uno dei più controversi casi legali della storia italiana. Il 20 ottobre 1976 Carlotto, a quel tempo membro di un movimento della sinistra extraparlamentare, trovò il corpo di Margherita Magella, brutalmente accoltellata. Invece di andare direttamente alla polizia, tentò di salvarla, macchiandosi gli abiti di sangue. La giustizia italiana non credette alla sua versione dei fatti, fu incarcerato e processato. Poco prima della fine del processo di appello, il suo avvocato gli consigliò di fuggire. Iniziò così una lunga latitanza, che lo portò prima a Parigi e poi in Messico. La rete di solidarietà fu bruscamente rotta da un avvocato messicano che lo tradì. Carlotto fu arrestato e torturato in Messico prima di essere rimpatriato, malgrado il fatto che il mandato di cattura internazionale non fosse mai stato emesso. Dopo ulteriori processi, errori, cambiamenti nella legislazione italiana, fu condannato. Nell'aprile 1993 il Presidente della Repubblica gli concesse la Grazia. Finalmente libero, Carlotto iniziò a scrivere. Il suo primo libro, Il fuggiasco, è un'autobiografia, storia lucida e dura della latitanza e della fine della sua vicenda giudiziaria. Iniziò poi la serie dell'Alligatore, un ex cantante di blues, ex galeotto, ora una sorta di investigatore privato che, come il suo autore, ha sete di verità e giustizia. Questi romanzi hanno avuto un buon successo in Italia e sono stati recentemente tradotti in francese ed in tedesco. Abbiamo intervistato Massimo Carlotto, a pochi giorni della sua presenza ad Ostuni.

Carlotto, nel suo ultimo libro, Niente, più niente al mondo, lei abbandona il genere noir che l'ha reso tanto famoso, per affrontare la storia di una famiglia italiana toccata da drammatici eventi...

"Sì, Niente, più niente al mondo trae ispirazione da una storia realmente accaduta a Torino. È la voce di una madre a parlare. Una donna disperata cotretta dopo il licenziamento del marito dalla fabbrica a mutarsi in colf. La figlia, poi, diviene la possibilità di riscatto. Il riscatto significa che la figlia deve avere successo, deve portare fama e proprietà. A dominare lo spazio del monologo è la TV, l'assoluta divinità che tutto decreta e tutto riesce ad ordinare".

Dalle sue pagine, infatti, emerge un chiaro atto di accusa nei confronti della televisone italiana di oggi. A suo parere non ci sono attualmente le condizioni per un cambio di rotta della nostra TV?

"Guardi, a mio parere, la televisone di oggi non è affatto educativa. La logica del buttarsi a capofitto nel mondo dello spettacolo per ottenere successo facile, senza possedere alcun tipo di qualità, mi sembra possa considerarsi una situazione non certamente positiva. D'altro canto l'esistenza di programmi quali i reality e tutte le degenerazioni che ad esso sono connesse è dovuta alla necessità di proporre facilmente un sacco di prodotti tramite la pubblicità.

Nessuna possibilità per un ritorno della TV di qualità?

Credo molto in una TV di qualità che non sia noiosa. Necessario sarebbe imporre agli sponsor prodotti diversi. Perché, mi sembra scontato, che è impossibile togliere pubblicità alla televisione.

Al di là di questa sua parentesi, lei rimane uno scrittore di genere. Oltre ai noir, anche i romanzi gialli, legal thriller e fantastici stanno spopolando in Italia. Ci sono delle ragioni legate a logiche di marketing editoriale o il romanzo di genere è oggi il miglior strumento narrativo che gli scrittori hanno a disposizione?

"Io penso che il successo del noir sia legato alla sua capacità di raccontare la realtà italiana, con tutte le sue piaghe ataviche, i suoi misteri irrisolti, i suoi drammi sconcertanti. I lettori sono profondamente attratti da questi filoni, perché da un lato sono storie accattivanti e piene di suspanse, dall'altro sono strumenti d'indagine che aiutano a comprendere la realtà che viviamo. D'altro canto, non possiamo negare che ci siano anche ragioni legate al marketing editoriale. Il noir vende, pubblichiamo noir. Con la conseguente diminuizione della resa qualitativa dei testi che non fa bene alla letteratura".

La sua prossima fatica letteraria?

"Il mio prossimo libro uscirà il 6 settembre. Il titolo è Nord Est, pubblicato sempre da e/o, e l'ho scritto assieme allosceneggiatore Marco Videtta. Un romanzo sulla crisi economica che ha investito il Nord Est".

 

 

 

 

Vota questo post