scirocco
Da poco nelle librerie il secondo romanzo del tarantino Girolamo De Michele
Scirocco, un romanzo noir immenso
Rossano Astremo

L'ultima fatica di Girolamo De Michele, scrittore tarantino, trapiantato per ragioni di lavoro a Ferrara, si intitola Scirocco. Dopo l’esordio lo scorso anno con Tre uomini paradossali, il primo romanzo selezionato da iQuindici, il collettivo di lettori voluto da Wu Ming, anche Scirocco è edito da Einaudi nella collana Stile Libero in copyleft e su carta ecosostenibile. Costa 14,50 euro (in parte devoluti ad Emergency dall'autore e dall'editore) per un malloppone di 594 pagine che possono "spaventare" a prima vista. Lo abbiamo intervistato, a pochi giorni dall’uscita del romanzo in tutte le librerie.
Dopo il successo di Tre uomini paradossali, un secondo romanzo. Ancora un
noir. Rispetto al precedente, Scirocco è un romanzo fiume.Quasi 600 pagine.
Quale la trama?
Settembre 1998: i protagonisti di Tre uomini paradossali si imbattono in una serie di
inquietanti eventi, apparentmente discordi, che sembrano ruotare attorno a
una misteriosa nave-fantasma il cui carico rievoca gli anni della strategia
della tensione. Attorno alla nave e ai nostri "eroi", un verminaio di vecchi
e nuovi figuri: politici doppio-triplo-giochisti, uomini dei servizi,
enigmatici americani, vecchi stragisti in sonno, poliziotti affiliati a una
sorta di gladio nera. Ma anche, dall'altra parte, accanto ai 3 uomini
paradossali e al Togliatti, un giornalista gay, un vecchio prete indomito e
poco ortodosso, un barbone filosofo, e soprattutto la bellissima e ambigua
Lara e l'hacker nichilista Ferodo: due esponenti della generazione cresciuta
negli anni Ottanta, a confronto con la generazione della rivoluzione
mancata. Un western metropolitano, un "Mucchio Selvaggio" padano in cui
amore e odio, guerra e vita, felicità e rancore, cinismo e malinconia si
ribaltano continuamente l'uno nell'altro. E un atto d'amore nei confronti
del Sud e di Taranto, ricostruita amorevolmente per ospitare l'eterogeneo
"Wild Bunch".
Anche Scirocco è pubblicato in copyleft. Ci puoi spiegare le ragioni di una scelta
simile, che, nonostante la sua crescente diffusione (basti pensare non solo ai romanzi dei
Wu Ming, ma anche all'ottimo lavoro della casa editrice romana Gaffi)si
scontra con le logiche del potere detonante del diritto d'auotre?
Tre uomini paradossali è stato scaricato da oltre 1400 lettori gratuitamente, e ciò nonostante
ha venduto 12000 copie: è evidente, è lampante che il copyleft non ostacola
la circolazione dei libri, ma la rilancia. Pensa agli incontri che ho avuto
nelle scuole: senza il copyleft gli studenti sarebbero stati obbligati
all'acquisto. Con quale libertà avrebbero poi letto il libro e interrogato
l'autore? Il copyleft è una bandiera in favore della libera circolazione
delle idee, e il successo di 3UP lo dimostra. Ed è per questo che Scirocco è
giàù da subito scaricabile dal sito de iQuindici (www.iQuindici.org). Con
buona pace di Urbani, di Faletti e della grande editoria.
La letteratura pugliese sta sfornando ottime romanzi negli ultimi anni. Basti pensare
a Raffaele Nigro o Gianrico Carofiglio, o a Nicola La gioia, Mario Desiati, Elio Paoloni.
Si tratta solo di una strana coincidenza o ci sono, a tuo parere, altre
ragioni?
Non mi permetto di entrare in un ambito di giudizio che non mi compete, e
sul quale non ho conoscenze adeguate. Mi limito ad osservare che il caso
sarebbe tutt'al più l'assenza prolungata della Puglia nel panorama culturale
e letterario: una terra talmente ricca di contraddizioni, di contrasti aspri
e sanguigni, di suoni e colori, di carne e sangue non può non esprimersi
anche nel campo della produzione letteraria. Credo sia lecito un paragone
con l'industria enologica, che da alcuni anni è uscita dal limbo dei soliti
2-3 vini per proporsi in modo straordinario con le sue varietà: lo stesso mi
sembra accada con la cultura. C'è solo da sperare che l'angusta realtà
editoriale pugliese non sia da freno a questa rinnovata (in senso
letterario, enologico e anche politico) primavera pugliese.





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