ancora merda d'autore
tratto da www.bloggers.it/retroguardia

francesco sasso
Un caso di Vertigine
Ho appena terminato di papparmi il periodico di Rossano Astremo. Ma prima voglio fare una premessa. Chi mi conosce sa bene che non è nel mio costume fare "favori" agli scrittori: quando si tratta di letteratura io sono un estremista. Amo troppo la letteratura per sporcarla con ignobili strategie di sante alleanze. In generale, nella mia vita non sopporto le ipocrisie, a maggior ragione in letteratura. Non ho mai fatto né ricevuto favori, e per quel che riguarda il mondo letterario, beh, basta dare un'occhiata alle recensioni sui quotidiani e ai finalisti dei vari premi Pompini d'Italia. Detto questo, ritorno a Vertigine. Ecco come ho ricevuto la rivista. Durante una manifestazione a Polignano a Mare, incontro per la prima volta i due redattori della rivista elettronica con cui collaboro a distanza- via Internet- da un po' di tempo, Musicaos. Con loro c'erano altri collaboratori/poeti. Fra questi c'era Rossano. Dopo le presentazioni, egli apre la sua borsa verde militare (una simile di tela grezza la utilizzavo anch'io quando frequentavo la Facoltà di Lettere) e con un gesto semplice e tacito mi porge la sua rivista. Tutto qui! Un semplice gesto, gratuito, alla vecchia maniera. Avete presente una volta, quando la gente credeva realmente in ciò che faceva e non pensava all'aspetto remunerativo del proprio operare? Bene, Rossano fece questo. Nessuna parola, un solo gesto. Dico grazie, do una veloce occhiata all'oggetto misterioso e lo metto da parte. Dopo una settimana inizio a far scorrere le pagine dell'oggetto misterioso e m'inietto subito una buona dose di siero antincazzamento. Sono allergico alla maggior parte dei prodotti letterari che inciampano tra le mie mani, stufo della falsità e dell'approssimazione cui la letteratura è soggetta e viziata. Leggo l'editoriale. Leggo i nomi che hanno sviluppato i testi scritti. Nomi importanti, di qualità. Spero di non incontrare scarti d'autore, mi dico. Leggo. Bene, posso affermare di essere uscito dalla lettura di Vertigine con la pancia mezza piena ma con il palato deliziato. Come metafora vi porgo quella del ristorante di lusso. Che vi danno lì dentro? Piatti delicati e fini, ma in dosi minime. Bene, Vertigine è questo. L'autoprodottuzzione della rivista è la causa delle dosi minime, ovvero è gioco forza rientrare nelle spese e più pagine significa maggiori costi. Perché non aiutare Vertigine, cari editori pugliesi? Nell'unico numero in mio possesso, dall'espressivo titolo MERDA D'AUTORE, ho letto racconti d'autori pugliesi "espatriati" e di altri ancora in loco. Vuoi mettere la prosa a fuochi d'artificio di un Lagioia; o le scintille scoppiettanti di un Morici, o lo stile squilibrato e coinvolgente di un Serra, o la prosa lineare con improvvise bolle esplosive in superficie di un Zampetta; e poi Benedetto, Wu Ming 1, Lucchi, Pincio, Pacifico, Donno, Desiati e Pagano... amen (E' troppo chiedermi una formula per tutti, dovrei pensarci per altri trenta secondi...). E in più i disegni stilizzati in simbiosi con il corpo narrativo (tranne una doppia ripetizione GULP!). E allora mi rileggo l'editoriale e cerco di scovare una risposta alla definizione "rivista di merda". Forse è dovuto al costume di alcuni editori (o chi per loro) di nettarsi il deretano con le riviste letterarie? Forse gli stessi hanno scoperto che pulirsi il didietro con le riviste patinate è svantaggioso, nel senso che l'escremento scivola e si rischia di lordarsi ancora di più? In questo caso sono pienamente d'accordo con loro: Vertigine è una rivista di merda. |
vertigine 06

Siamo nel corso della lavorazione del sesto numero cartaceo di Vertigine, in uscita a settembre, dal titolo Politicamente Scorretto. Alcune anticipazioni: ci saranno interventi di Flavio Santi, Elio Paoloni, Cristiano De Majo, Erminia Passannanti, Gianluca Morozzi, tra gli altri, in attesa di ulteriori interessanti riflessioni. Questo numero sarà arricchito da interviste e una piccola riflessione del sottoscritto sui romanzi d'oggi: lavoro zero nell'italia berlusconizzata. vi terrò aggiornati.
r.a.
letture
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estate torrida, con mio pc andato a puttane, ma in via di guarigione. Tempo massiccio di letture. sto rileggendo i quattro romanzi di tommaso pincio per un non-saggio che dovrei consegnare a fine luglio per una rivista invisibile (pure troppo). da leggere poi in successione scirocco (einaudi-stile libero noir) di girolamo de michele, eutanasia dela critica (einaudi- vele) di mario lavagetto e l'animismo del linguaggio (edizoni giuseppe laterza) di carlo alberto augieri. e voi che leggete?





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