senza respiro, ancora un assaggio
Corpi nudi nel nulla, crivellati da miriadi di buchi,
le stanze che crollano senza sosta, il battito dei nostri neuroni
taglia il petto e ruota avanti e indietro lungo il lastrico del palco.
In quest’orgia proiettata verso la voragine
io non mi contengo, salto il limite,
trovandomi senza respiro per infiniti attimi
e lacerando le pareti di carta straccia che mi sventrano l’intestino.
Corpi nudi arrovesciati, raggi di luce sintetica
che scollano l’epidermide, lo arrossano, lo prostrano,
in questa lotta alla sopravvivenza persa in partenza,
in questa guerra di amplessi priva di sperma e unguenti siderali,
io non so contenermi, brucio ogni attimo di più,
con il mio carico di violenza, pronto allo scontro staccato,
mi sollevo da terra, divenendo cenere che scotta,
filo dello spazio decomposto, occhi sbarrati
tra parvenze della nostra specie sciolta.
Rossano Astremo






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