Ciao sono vertigine
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De.licio.us
Archivio Febbraio 2004

in anteprima editoriale del terzo numero di vertigine,in uscita la prossima settimana

di vertigine (26/02/2004 - 10:58)

 

Editoriale

 È venuta l’ora di fare maggiore chiarezza attorno la figura di Antonio L. Verri (1949-1993), lo scrittore più discusso “prodotto” dal Salento nel corso del suo Novecento letterario. Il terzo numero di Vertigine si propone di offrire un possibile percorso di lettura necessario per avvicinarsi all’azione creativa sperimentale di Verri. Questo percorso sarà possibile grazie a contributi dei lettori più attenti delle opere dello scrittore di Caprarica, tutti esponenti di quella “critica militante”, dimostratasi sicuramente più dinamica e vivace culturalmente rispetto alle attempate ricerche degli “accademici boriosi”, tra i quali meritano un discorso a parte, per l’attenzione sempre offerta ai suoi testi e alle sue operazioni culturali, Ennio Bonea e Carlo Alberto Augieri. Più di dieci anni sono passati dalla prematura scomparsa di Verri, nel corso di questo periodo poco è stato fatto in direzione di un approfondimento critico della sua opera. Le piccole ripubblicazioni effettuate negli anni, nella maggior parte dei casi, da suoi grandi amici di vita, hanno certamente contribuito a tenere desto il ricordo dell’uomo Verri, ma a seppellire quasi definitivamente l’assoluta originalità del Verri scrittore. Vertigine non vuole offrire soluzioni critiche definitive, non è questa la sede adatta, ma suo intento è quello di pungolare quei luoghi oscuri all’interno dei quali, così si narra, si produce alta cultura.Oltre a piccole riletture delle sue opere significative, in questo terzo numero di Vertigine saranno pubblicate due testi inediti dello scrittore, possibili articoli da pubblicare su una delle infinite riviste da lui curate,  ritrovati nel piccolo archivio del Fondo Verri, centro di cultura nato a Lecce dopo la sua scomparsa, e si darà lustro ad un piccolo gioiello in prosa, La cultura dei tao, uscito per la prima volta nel 1986, all’interno di un catalogo di una mostra fotografica dal titolo La cultura contadina.A completare il numero i disegni di Annalisa Macagnino e Fabio Inglese (Bardamù) due dei più significativi pittori dell’attuale scena artistica salentina, che daranno pregio a questa immersione totale nella scrittura di colui che può essere definito , senza nessun azzardo interpretativo, una delle “migliori menti” del Postmoderno letterario italiano.

  Rossano Astremo

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comunicato stampa

di vertigine (26/02/2004 - 10:35)

zio bill

Domenica, 29 febbraio, a partire dalle ore 19,00, si terrà un reading poetico presso l'ex Convento dei Teatini, all'interno della mostra sulle pitture rupestri preistoriche di Latmo. Tra i poeti presenti Mauro Marino, Luciano Pagano, Stefano Donno, Andrea Vincenti, Piergiorgio Leaci, Paolo Antonucci, Vito Lubelli e Rossano Astremo.

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una mostra da non perdere

di vertigine (26/02/2004 - 10:29)

LECCE: Antiche immagini dell'uomo: le pitture rupestri preistoriche di Latmo.

Su pitture rupestri preistoriche di Latmo, in Turchia si chiama 'antiche immagini dell' uomo: le pitture rupestri preistoriche di Latmo' la mostra che, nel convento dei teatini di Lecce, presenta 150 fotografie dei graffiti del neolitico scoperti a Latmo (Turchia) da Anneliese Peschlow dell' istituto Germanico di archeologia di Berlino: rappresentano scene di vita famigliare, danze e processioni forse di carattere rituale.

La rassegna rientra nelle iniziative curate per l' inaugurazione dell' anno accademico della scuola di perfezionamento in Archeologia.

La mostra rappresenta i risultati di venti anni di scavi sulla collina di Latmo, nella Turchia occidentale, che hanno portato alla luce circa 500 figure disegnate da un abilissimo pittore con l' ematite rossa. Le immagini, le ''prime di una prima forma di societa''', dicono - sottolineano gli organizzatori - che nel neolitico l' uomo non soltanto ha cominciato a dominare la natura e a riunirsi in villaggio, ma ha cominciato anche a ritrarre anche se stesso e il suo mondo, non piu' soltanto il mondo esterno e gli animali feroci che incontrava.

Con il Neolitico nasce - secondo i docenti dell' Universita' di Lecce - un nuovo concetto di arte: per questo hanno allestito la rassegna per la scuola di perfezionamento in Archeologia e si è discusso dei problemi e della diffusione dell' arte preistorica dall' Anatolia al Salento. Fino a poco tempo fa si conoscevano solo alcune statue fatte dall' uomo del Neolitico e pochi graffiti tra cui quelli delle grotte di Porto Badisco nel Salento; poi sempre in Turchia furono scoperte grandi teste d' uomo in pietra e, da poco, sempre in Turchia i graffiti di Latmo.

    

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REVOLVER

di vertigine (26/02/2004 - 10:24)

isabella santacroce

di Luciana Sica
[da Repubblica, 21.2.04]
Sarà forse anche per l´età (trentasei anni l´ultimo giorno del prossimo aprile), un´età difficile in cui anche la ragazza più avvenente viene colta dallo sguardo degli altri come "una donna", o ancora peggio "una signora": in ogni caso Isabella Santacroce ha smesso di parlare di diciottenni sciroccate unicamente prese da notti insonni sesso estremo droga a palate & musica rock a più non posso.
Non solo le sue eroine diventano ora delle quasi-trentenni, sempre sbandatissime ma senza l´ombra di quell´aura provocatoria e scanzonata, seppure ancora capaci di conservare una loro "purezza" nelle pieghe del nulla e dell´orrore che vivono da perfette alienate. La novità - nell´universo giovanilistico della Santacroce, esaltata o detestata senza mezzi termini - è che questa volta di scena sono certe donne una volta "perdute" e oggi ossessionate dalla determinazione di essere buone e brave come tutte le altre, mai sfiorate dal sospetto dell´impossibilità di essere normali.

Non priva di una sua riconoscibilissima cifra linguistica, fors´anche sgradevole come può esserlo la musica dodecafonica, la scrittrice racconta l´ansia di conquistare la normalità (e l´infelicità soffocante che ne deriva) anche meglio della tendenza solo all´apparenza più autodistruttiva di trasgredire sempre e comunque con caparbia insensatezza. Dopo Fluo, Destroy, Luminal, Lovers, ancora una sola parola nel titolo del suo nuovo libro: Revolver (Mondadori, pagg. 180, euro 14), una favola nera, una storia per niente "bella" sconsigliata alle "anime belle" di ogni età. Basterebbero per un rifiuto viscerale quelle due pagine iniziali, che si ritroveranno nel finale in modo del tutto identico, come ad avvolgere il lettore in un sentimento di desolazione ineluttabile. Due pagine esasperanti per raccontare l´addio di una coppia sgangherata tra calci, sangue, sesso gratuito, nel più atroce e reciproco disgusto dei due sposini da sempre ignari di ogni più elementare nozione dell´amore.
Angelica ha ventotto anni, una zia paralitica, un lavoro in una fabbrica dove incolla occhi di plastica alle bambole. Fa sesso con chi capita, in modo del tutto compulsivo. Anche la dolcissima Veronica-culo-da-favola, l´unica amica sventurata quanto lei ma anche stupenda, s´intende, non riesce a immaginare altro che non sia lasciarsi sbattere «come un ovetto in una ciotola». Due poveracce con una vita da schifo, destinate a peggiorare di molto la loro condizione rincorrendo il sogno della salvezza attraverso un qualche improbabilissimo redentore, un uomo qualsiasi: anche per il matrimonio come per il sesso può andar bene il primo che capita.
Ad Angelica capita Gianmaria, un quarantenne imbranato e noiosissimo, segretario di un avvocato, «un buono-apatico» che ama unicamente le televendite e il minestrone, succube di una madre potente e orrenda: «Ti prego sistemati. Fammi dormire serena. Cosa penseranno i parenti. Che sei un impotente. Che ti piacciono i maschi? Credo m´avesse scelta all´istante per farla star zitta. Per assecondarla. Altro che stupido. Aveva visto la disperata che sarebbe rimasta e l´ha fatto. Due disperati che un giorno s´incontrano».
Anche Veronica trova il suo orco in un marito. Sposa un uomo stolido e violento, un mezzo delinquente che di notte la chiude nell´armadio. «Lui usciva a far festa. Aveva paura fuggisse. L´aveva fatto un bel giorno. Era andato a scovarla. Si era presa un mucchio di botte. Si portava là dentro il telefono. Rispondeva con voce squillante quasi fosse a un ballo».
Angelica viene rapidamente divorata da un malessere in tutto somigliante alla psicosi, s´invaghisce di un tredicenne di nome Matteo, fa la mamma di una scimmietta che chiama Souvenir. Veronica sta peggio di lei, diventa un´obesa, si sfascia dentro e fuori. «Sono andata per stringerla. Non riuscivo ad avvicinarmi alla faccia abbracciandola? Rimanevo impassibile. Col desiderio. Uno solo. Riportarla dov´era. Andarmene veloce più di un proiettile. Estrarla dalla memoria. Lasciare solo le tracce di ciò che era stata. Quando ancora era viva. Quando era Veronica-culo-da-favola».
Con una scrittura serrata, martellante, ipnotica, decisamente meno lirica che in passato, quelle che sembra evocare la Santacroce non sono donne più o meno giovani, ma pure maschere della femminilità, nel segno di un disperante masochismo. Viene in mente Perversioni femminili. Le tentazioni di Emma Bovary, un libro di Louise Kaplan, una psicoanalista americana, uscito da Cortina una decina d´anni fa. Parlava di assassinii dell´anima piuttosto che di gusti sessuali estremi, di patologie legate all´identità di genere, alla fissazione dei ruoli.
Le perversioni femminili non vanno cercate nei luoghi in cui si attivano quelle maschili. Non nei bordelli o nei cinema a luci rosse, ma piuttosto nelle cucine, nelle camere da letto, nelle stanze dei giochi dei bambini. La vera perversione delle donne - la loro "strategia feticista" per dirla con la Kaplan - è la routine, l´abbrutimento nella reiterazione quotidiana, l´asservimento sessuale. Come a dire: una pornostar può essere infinitamente meno perversa di certe schiave d´amore alla Emma Bovary.
Chi sa se la Santacroce ha mai sentito parlare di queste teorie, ma è curioso come si ritrovino nel suo libro in forma romanzesca. Certamente la protagonista di Revolver - Angelica - è nel matrimonio che rischia di diventare una vera perversa. L´efficace descrizione delle sue performance come mogliettina modello non lascia ombre di dubbio: «Spolveravo col panno di daino. Allineavo diagonalmente gli asciugamani nel bagno. Preparavo le zuppe al basilico. Profumavo gli ambienti. Strofinavo i pavimenti in ginocchio? Moltiplicavo me stessa. Gli davo anche l´anima. Anche i mignoli. Cercavo di dimostrargli che aveva fatto una giusta scelta a tenermi. Elaboravo effetti speciali per entusiasmarlo? Non sono una donna. Sono l´affare del secolo».

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ginsberg e compagno

di vertigine (24/02/2004 - 16:44)

due delle "migliori menti della nostra generazione"

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alda merini è in cattive condizioni di salute

di vertigine (24/02/2004 - 16:40)

Alda Merini è in cattive condizioni di salute. Il mondo della poesia le è vicina. Il modo migliore per starle accanto è pubblicare un suo testo, sperando che le sue condizioni migliorino.

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READING POETICO

di vertigine (24/02/2004 - 16:34)

Alcune informazioni sul reading poetico che si terrà il 29 febbraio all'ex convento dei teatini a Lecce.L'orario di inizio è previsto per le ore 19 e tra gli artisti che hanno dato la loro adesione Luciano Pagano, Stefano Donno, Andrea Vincenti, Piergiorgio Leaci, Rossano Astremo, Vito Lubelli e Paolo Antonucci. Vi terremo aggiornati sulle novità.

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secondo numero di musicaos

di vertigine (24/02/2004 - 10:12)

è on line il secondo numero di musicaos

www.musicaos.it

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per una nuova estetica della scrittura #10

di vertigine (23/02/2004 - 16:48)

vittorio bodini

tu non conosci il sud, le case di calce

da cui uscivamo al sole come numeri

dalla faccia d'un dado.

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per una nuova estetica della scrittura #9

di vertigine (23/02/2004 - 16:44)

tommaso pincio

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per una nuova estetica della scrittura #8

di vertigine (23/02/2004 - 16:43)

antonio moresco

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per una nuova estetica della scrittura #7

di vertigine (23/02/2004 - 16:41)

dante virgili

LA DISTRUZIONE

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