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Archivio Novembre 2003

corpo poetico irrisolto

di (20/11/2003 - 11:59)

ROSSANO ASTREMO CORPO POETICO IRRISOLTO BESA EDITRICE/poet bar, 46 pagine, 2,50 euro distribuzione pde acquistabile e ordinabile in tutte le librerie

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un'altra cosa apparsa su www.poiein.it

di (20/11/2003 - 10:56)

Rossano Astremo Amelia Rosselli: il verso autentico che taglia le carni Amelia Rosselli ha il merito, nel panorama della poesia italiana del Novecento, di attuare il progressivo passaggio dalla lingua della poesia alla lingua del privato, tipico di molti autori post-sessantotteschi. Ciò che emerge è l’assoluta singolarità della sua posizione nei confronti della tradizione italiana, con una maggiore consonanza con la tradizione degli irregolari e metafisici inglesi e con i surrealisti francesi, ammiccando alla pratica creativa dell’informale pittorico americano: << Di sollievo in sollievo, le strisce bianche le carte bianche/ un sollievo, di passaggio in passaggio una bicicletta nuova / con la candeggina che spruzza il cimitero. / Di sollievo in sollievo on la giacca bianca che sporge marroncino / sull’abisso, credenza tatuaggi e telefoni in fila, mentre / aspettando l’onorevole Rivulini mi sbottonavo. Di casa in casa / telegrafo, una bicicletta in più per favore se potete in qualche / modo spingere. Di sollievo in sollievo spingete la mia bicicletta / gialla, il mio fumare transitivi. Di sollievo in sollievo tutte / le carte sparse per terra o sul tavolo, lisce per credere/ che il futuro m’aspetta. / Che m’aspetti il futuro! Che m’aspetti che m’aspetti il futuro/ biblico nella sua grandezza, una sorte contorta non l’ho trovata / facendo il giro delle macellerie>>. La sua è una poesia che svuota ogni logica stilistica ben confezionata, sventrandola e scagliandola nel cestino di un accademismo pancione, lasciando, poi, emergere la forza biologica dei suoi versi corporei, carnali, che elidono il filtro della ricercatezza, con la brillante illuminazione del delirio fatto parola: <>. Quella della Rosselli è una poesia senza veli, sfrontata, assoluta, delirante, frammentaria, visionaria e immaginifica, con una profonda consonanza con la sua esistenza ( non è forse il suo suicidio l’atto estremo che in vita può compiersi? Non è il suo verseggiare spudorato l’atto estremo che in poesia può generarsi?) e con conseguenze di grande importanza per la poesia successiva (con particolare riferimento alla poesia femminile). Senza la Rosselli sarebbero esistete Patrizia Valduga, Alda Merini e Mariangela Gualtieri? Io ho una mia risposta. E voi?

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